MoBI alla Camera dei Deputati
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MoBI alla Camera dei Deputati

Gianriccardo Corbo, in qualità di Presidente MoBI è intervenuto oggi alla Camera dei Deputati, presso la XIII Commissione (agricoltura), nell'ambito di audizioni per una proposta di legge in materia di semplificazione, razionalizzazione e competitività dei settori agricolo, agroalimentare, della pesca e dell'acquacoltura.

In particolare, l'audizione verteva sulla eventuale definizione legislativa di birra artigianale.
Ecco il testo dell'intervento:


Audizione presso la XIII Commissione (Agricoltura) nell'ambito dell’esame del disegno di legge C. 3119 Governo, approvato dal Senato, recante deleghe al Governo e ulteriori disposizioni in materia di semplificazione, razionalizzazione e competitività dei settori agricolo, agroalimentare, della pesca e dell'acquacoltura.

Roma, 21 Gennaio 2016

Oggetto: Posizione di Movimento Birrario Italiano (MoBI) circa la definizione di Birrificio Artigianale e Birra Artigianale

Movimento Birrario Italiano (MoBI) come prima associazione nazionale di consumatori di birra di qualità intende fornire alla commissione agricoltura la propria definizione di “Birrificio Artigianale” e “Birra Artigianale” attualmente non regolamentati da alcuna normativa.

Premessa:

- Le denominazioni di vendita relative alla birra in Italia sono regolate dalla legge 1354 del 1962 “Disciplina igienica della produzione e del commercio della birra”. Tali denominazioni di vendita appaiono oggi non del tutto esplicative dell’evoluzione che il mercato della birra ha assunto nel nostro Paese. Le definizioni Birra Artigianale e Birrificio Artigianale, seppur non ancora normate, sono diventate denominazioni di uso corrente da parte dei consumatori che ad oggi non hanno elementi per discriminare tra un prodotto venduto dall’industria e uno venduto da un “artigiano” o “piccolo produttore”.

- Movimento Birrario Italiano (MoBI) intende quindi fornire, attraverso parametri oggettivi e misurabili, la propria definizione di “Birrificio Artigianale” (si vedano i punti 1,2,3 del presente documento). A nostro avviso la denominazione di vendita “Birra Artigianale” dovrebbe essere solo ed esclusivamente attribuibile a quelle birre prodotte da birrifici rientranti nella definizione di “Birrificio Artigianale”

- Per chiarezza nei confronti dei consumatori e in linea con quanto espresso dalla circolare del Ministero delle attività produttive del 10 novembre 2003, n. 168 – “Etichettatura, presentazione e pubblicità dei prodotti alimentari” e “dall’interpretazione data dal Parere sull’uso dell’aggettivo “artigianale” nell’etichettatura alimentare” fornito dalla Confederazione Nazionale dell’Artigianato CNA, Movimento Birrario Italiano (MoBI), non intende conferire alla parola “Artigianale” alcuna accezione positiva intrinseca o di superiorità organolettica/qualitativa rispetto ai prodotti o ai metodi produttivi di un Birrificio industriale o non artigianale. Pertanto l’aggettivo Artigianale “non può in alcun modo essere utilizzato per presentare i prodotti come superiori nella qualità. L'azienda artigianale non può cioè trasformare la sua qualifica giuridica in un elemento di qualità dei prodotti finiti”

Di seguito vengono esposti i criteri di definizione di “Birrificio Artigianale”:

1) Un birrificio artigianale dovrebbe essere "piccolo" (Microbirrificio).

Come stabilito dalla direttiva Europea 92/83/CEE** la produzione massima annua che identifica il piccolo birrificio (“birreria” nella direttiva) è fissato a 200.000 hl (ettolitri) annui. Intendiamo quindi con “microbirrificio” o “piccolo birrificio” un birrificio la cui produzione annua non superi i 200.000 hl

2) Un birrificio artigianale non deve pastorizzare e non deve microfiltrare i propri prodotti

Seppur tra le premesse del seguente documento, si afferma che al termine “artigianale” non deve essere attribuito un significato intrinseco di maggior qualità organolettica e/o nutritiva, reputiamo che un birrificio artigianale debba compiere ogni sforzo per utilizzare metodi produttivi volti all’aumento della qualità del prodotto e in aggiunta a non impiegare metodiche produttive che potrebbero influire negativamente sul profilo organolettico del prodotto. Reputiamo quindi che un birrificio possa essere considerato “artigianale” qualora non sottoponga la totalità dei propri prodotti a pastorizzazione e/o microfiltrazione. La semplice filtrazione è invece ammessa in quanto non avente un effetto negativo sulle caratteristiche organolettiche del prodotto finito.

3) Un birrificio artigianale è indipendente

In linea con quanto espresso dalla direttiva Europea 92/83/CEE** un birrificio è indipendente quando “sia legalmente ed economicamente indipendente da qualsiasi birreria, che utilizzi impianti fisicamente distinti da quelli di qualsiasi altra birreria e che non operi sotto licenza”. Come MoBI siamo allineati a tale definizione e reputiamo che un “birrificio artigianale” italiano debba essere totalmente indipendente da qualsiasi industria (non solo del food & beverage) e che quindi nessuna quota del “birrificio artigianale” sia posseduta da una industria.

A nostro avviso il birrificio che vorrà fregiarsi della denominazione “Birrificio Artigianale” dovrà adoperarsi per soddisfare tutti i tre criteri sopra definiti.

Sappiamo inoltre che è stata presentata una proposta disegno di legge da parte di Unionbirrai/CNA in materia di “Riduzione dell’accisa a favore dei “microbirrifici” che prevede un pagamento ridotto e scaglionato dell’accisa sulla birra per quei microbirrifici aderenti a criteri speculari ai punti 1 e 3 del presente documento. Come associazione di consumatori non possiamo vedere che positivamente una riduzione delle accise per i piccoli produttori indipendenti e confidiamo che tale sgravio possa riflettersi in una diminuzione dei prezzi al consumo della birra.

A scopo di ulteriore chiarezza, riteniamo inoltre far presente che riteniamo errato legare la definizione di birra/birrificio artigianale ai seguenti criteri (talvolta riportati in proposte di legge di cui siamo venuti a conoscenza)

- Uso di materie prime del territorio

La birra è un prodotto creato a partire da materie prime spesso provenienti da diverse parti del Mondo e raramente possono essere utilizzati ingredienti esclusivamente provenienti dal territorio locale. Qualora si legasse la definizione di birra artigianale a tale requisito stimiamo, allo stato attuale, che probabilmente nessun birrificio (o al massimo qualche unità) potrebbe produrre birra esclusivamente (o in larga parte) con ingredienti del territorio italiano.

- Non impiego di additivi (almeno non in maniera aspecifica)

In una proposta di legge si propone di definire “birrificio artigianale” quel birrificio che non impieghi additivi senza specificare quali. In linea generale, è consuetudine (anche a beneficio della qualità del prodotto) impiegare additivi alimentari il cui uso è consolidato nella birrificazione e risulta innocuo nelle dosi di impiego. Impedirne l’utilizzo significherebbe limitare fortemente la rappresentatività dei birrifici artigianali e potrebbe inoltre ripercuotersi negativamente sulla qualità della birra finita.

Concludiamo confermando la disponibilità di Movimento Birrario italiano a fornire ulteriori chiarimenti in seguito a questa audizione e auspichiamo che quanto sopra possa trovare accoglimento nella futura legge.